Dire quasi la stessa cosa: Anna Martini

Articolo davvero interessante, grazie!

Giacomo Verri Libri

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Io non sono brava ad analizzare il mio mestiere, a mettere in mostra gli strumenti, a descrivere i “segreti” di una buona traduzione.

Privilegio e responsabilità, fatica e divertimento, partecipazione e distacco, serietà e incoscienza, presunzione e modestia… C’è tutto questo, ma dovendo individuare una sola parola chiave, direi che è orecchio. Suona facile? Lo è. È un lavoro più complesso da spiegare che da fare, di volta in volta diverso. È fatto di decisioni continue da prendere, decisioni sul senso e sul suono, sulla forma e sulla sostanza. Può essere mortalmente noioso, faticoso, impegnativo, ansiogeno, lieve, divertente come un gioco enigmistico, entusiasmante e questo dipende da fattori vari, ma in primo luogo dal testo che si deve tradurre e di conseguenza dal suo autore.

Generalmente, quando comincio a rileggere una traduzione che ho appena finito, sono le mie goffaggini a rinfacciarmi che il libro mi è piaciuto poco: versioni…

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