Pensieri su Berlino

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Ciao a tutti! Oggi condivido con voi un paio di pensieri su Berlino. Premetto che le immagini che vedrete sono state scattate durante gli anni  e in diversi periodi.

La prima volta che sono andato a Berlino è stata tre anni fa. Ero a Francoforte, dovo dovevo stare per un mese per fare ricerche per la mia tesi. È venuto a trovarmi un amico e abbiamo deciso di prendere un treno e andare a vedere Berlino, la città di cui tutti parlano. Arrivati dopo 5 ore di treno circa, scendo dal treno e la prima cosa che vedo è un altro treno, o meglio, la U-Bahn: questo treno giallo onnipresente che attraversa  la città in ogni suo minimo angolo. U-Bahn sta per Untergrundbahn, perché sta sottoterra, ma io ho avuto l’impressione che stia quasi sempre “sopraterra”, offrendo scenari come questo:

Oberbaumbrücke, Berlin, Bridges, U-bahn

Prima di andare a Berlino non ho mai prestato così tanto attenzione alle stazioni della metropolitana. Sono mezzi di trasporto e punti di transito. Ma quando sei a Berlino, scendi dal treno, ti giri distrattamente e ti trovi scene come queste:

U-bahn, Berlin, sun

Sì lo so, città con la metropolitana ce ne sono per tutto il mondo (magari più belle e organizzate sicuramente meglio). Ma Berlino, secondo me, ha un rapporto particolare con il suo trasporto urbano. Es gehört dazu, come si dice da queste parti.

La seconda cosa che mi ha colpito sono state le persone: questo flusso continuo di individui che camminano, corrono, passeggiano, parlano, guardano il cellulare mentre camminano senza inciampare o finire sotto una macchina:

East Side Gallery, Berlin

Se si presta attenzione si può sentire una voce polifonica che parla tedesco con mille accenti diversi, si possono sentire lingue difficile da riconoscere perché a volte sono dialetti provenienti da luoghi remoti. Con il mio amico ci siamo chiesti: ma perché così tante persone vengono a Berlino e rimangono? Che cosa li spinge a venire qua? Siamo stati solo un paio di giorni e non siamo stati in grado di rispondere a questa domanda. Tuttavia, lasciando Berlino entrambi ci siamo sentiti cambiati.

Sono tornato nella capitale tedesca diverse volte da allora: vivendo a Lipsia e dovendo tornare in Sicilia, Berlino è diventato per me città di scalo. Di solito vado un giorno prima del volo in modo da visitare una parte della città ancora sconosciuta o passeggiare per strade già viste o munumenti già visitati, come il Berliner Dom:

Quando si parla di chiese e cattedrali noi italiani siamo molto critici. Ce ne sono sicuramente di più belle. Ma la sua posizione in questa giungla urbana sul fiume, la sua immagine nel complesso… è qualcosa di strano e affascinante.

Per la maggior parte delle persone Berlino significa questo:

Da un lato lo è, ma per me Berlino è altro. Sono diverse le cose che mi hanno affascinato: la sua capacità di rinnovarsi e come tutto sembra acquistare negli anni un nuovo signficato: Alexanderplatz, per esempio, già famosa per il romanzo Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin (1929). Oggi questa piazza sarebbe impensabile senza la Fernsehturm, che è stata costruita durante la DDR nel 1969. Oppure la Siegesäule, la colonna della vittoria, e alla nuova importanza che assume dopo il film Il cielo sopra Berlino di Wenders.

Per me Berlino è Storia: ci sono poche città in Europa che hanno un trascorso così: una città che ha visto il sorgere di una dittatura di cui tutti oggi conosciamo l’aspetto più crudele…

The Memorial to the Murdered Jews of Europe, Berlin

Il Monumento per gli ebrei assassinati d’Europa sono blocchi di cemento che sembrano tante tombe anonime. È un concetto molto semplice, ma l’efficacia è immediata. 40 minuti dalla città si può anche visitare il campo di concentramento di Sachsenhausen

Questa città riesce a mutare completamente nel giro di un paio di chilometri. Che piaccia o no, è una città che colpisce: uno si aspetta da una capitale monumenti maestosi e palazzi bellissimi. Che da un lato Berlino ha pure questo lato, ma non è secondo me il cuore di Berlino.

Berlino è la città dove il vecchio e il nuovo convivono insieme, offrendo un melting pot di antico e moderno unico nel suo genere:

Una città che ha un rapporto particolare con i libri: libri bruciati sulla Bebelplatz, libri proibiti durante la DDR…

Books, Bebelplatz, Berlin, Nazi book burning ceremony

Books, DDR Museum, Berlin

Per me Berlino è la città degli artisti, la città delle pagine di Isherwood, la città dove Bowie e Iggie Pop andavano per i locali, la città in cui uno si sente veramente vivo, in cui puoi contribuire realmente a costruire qualcosa. Una città che, anche se è stata per anni divisa da un muro di violenza e odio, si espande e cresce più che mai, e anche se rimani per alcuni giorni, hai la sensazione di farne parte, in qualche modo.

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