L’ipnotista di Lars Kepler

ipnotista_Lars_KeplerTitolo: L’iponista
Autore: Lars Kepler
Titolo originale: Hypnotisören
Traduttore: Alessandro Bassini
Casa editrice: Longanesi
Anno di prima pubblicazione: 2009
Pagine: 585

L’ipnotista è un triller di Lars Kepler, pseudonimo della coppia svedese Alexander Ahndoril & Alexandra Coelho Ahndoril. Esatto, un libro scritto da una coppia. Alcuni saranno molto scettici (io lo ero), ma andiamo al punto.

È un po’ difficile parlare di un thriller senza spoiler, quindi questo articolo sarà composto da due parti:

PER QUELLI CHE NON HANNO LETTO IL LIBRO

Il romanzo si apre con un brutale omicidio: un’intera famiglia viene uccisa e gli unici sopravvissuti sono il fratello piccolo e la sorella. Il ragazzo è l’unico testimone ma si trova in stato di shock. Per farlo parlare e capire cosa è successo chiamano Erik Maria Bark, un medico specializzato nel gestire gli eventi traumatici tramite ipnosi. Erik ha chiuso con l’ipnotismo in realtà 10 anni fa ed è molto riluttante nel praticarlo di nuovo. Alla fine si convince e lo fa. Quello che rivelerà il ragazzo sotto ipnosi sarà ovviamente scioccante, provocando il ritorno di un passato che perseguiterà Erik e la sua famiglia. Co-protagonista del romanzo è Joona Linna, una raccolta di stereotipi sull’investigatore fatto personaggio: uomo sexy con accento finlandese costantemente circondato da donzelle che non si sbaglia mai (con scene della serie: “Allora? Avevo ragione?” “Accipicchia Joona, hai sempre ragione!”). Chi è veterano del genere thriller troverà questo personaggio a dir poco fastidioso.

Nel complesso è una piacevole lettura e ha i suoi momenti. Se siete nuovi al genere thriller (e non sapete quindi che c’è di meglio) lo troverete fenomenale. In alcune pagine fornisce anche informazioni sull’ipnotismo o sulla cultura svedese. È pure ben scritto (almeno in italiano la traduzione sembra molto ben fatta). Ma, e dico MA, non aspettatevi per niente il nuovo Stieg Larsson come viene scritto sulla quarta di copertina. Non lo è.

PER QUELLI CHE HANNO LETTO IL LIBRO

Era davvero necessario quel flashback di 100 pagine? Voglio dire, c’erano altre modalità e maniera per presentare i personaggi che avranno un ruolo chiave nel finale. Secondo me ha interrotto pesantemente il ritmo della storia. Mi è sembrato quasi che ad un certo punto hanno avuto una voglia matta di raccontare in prima persona e si sono tolti lo sfizio per 100 pagine.

Domanda numero 2: una donna, cui figlio emofiliaco è stato rapito e si trova non si sa dove e potrebbe morire in un secondo momento, può avere la lucidità mentale di tradire il suo uomo (sì, è stato un tradimento tecnicamente) e andarsene con il primo che le dice mi piaci? Qual è il grado di isteria concesso ad un personaggio?

Come ho già detto, mi è piaciuto ma ci sono thriller che ho finito di leggere con molta più soddisfazione, come La chimica della morte. Quello sì che è intrippante.

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