“Manga: 60 anni di fumetto giapponese” di Paul Gravett

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Titolo: Manga: 60 anni di fumetto giapponese
Autore: Paul Gravett
Prima edizione: 2006
Casa editrice: Logos
Traduttore: Cinzia Negherbon, Céline Pozzi
Pagine: 176

(Le immagini sono tratte dall’edizione tedesca)

Manga: 60 anni di fumetto giapponese di Paul Gravett è innanzitutto un bel libro: bello, perché ha un grande formato (124×128 cm), che mette in primo piano una delle caratteristiche principali del media fumetto, ossia la centralità del disegno e dell’immagine. In questo libro vedrete pannelli grandi quanto la pagina stessa, quasi mini-poster dedicati a pilastri come Lone Wolf and Cub o Capitan Harlock. Ma andiamo con ordine.

Pau Gravett è uno dei maggiori critici del fumetto, e nel corso della sua carriera ha affrontato tutti gli aspetti riguardante la nona arte. In questo saggio di sole 176 pagine (datato 2006 ma ancora valido) ripercorre la storia del fumetto giapponese dagli albori fino ai giorni nostri. Il volume si apre con un grafico riportante cronologicamente le pietre miliari del manga.

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Successivamente, in una breve introduzione spiega innanzitutto il significato del kanji manga (漫画, ossia immagini irriverenti) e poi vengono sfatati alcuni dei miti riguardanti il  fumetto giapponese, in primis che non significa (solo) fumetto erotico o pornografia (vedi tettone, tentacoli & co.) Dopo questo preambolo comincia il vero e proprio saggio, strutturato in dieci capitoli. Nel primo si riprende l’introduzione, delineando il manga come fenomeno di costume, fornendo anche informazioni di carattere generale per chi non ha familiarità con il tema (differenza tra shōjo, shōnen ecc). Dal secondo capitolo in poi si traccia invece l’origine storica dei manga, dagli Hokusai manga, che già mettevano in luce quell’irriverenza che caratterizza alcuni manga ancora oggi, alle riviste come Garo per arrivare al padre di Astro boy nonché del fumetto giapponese in sé, ossia Tezuka. In seguito ogni capitolo è dedicato a un tema in particolare, dal fumetto per ragazzi (shōnen) al fumetto per ragazze (shōjo) e così via. Il tutto in un linguaggio semplice e diretto.

A mio parere, il punto di forza di questo libro sono le immagini:

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infatti dopo ogni capitolo troviamo una lunga serie di pagine riportanti i manga più importanti del genere che si sta via via affrontando. Il saggio di per sé non è profondissimo: dà sì tante informazioni ma non scende nel dettaglio. Per esempio, tra gli shōnen nomina Dragon Ball, dice che è stato importante, ma non approfondisce Toriyama come autore. A fine capitolo però, ecco due pagine contententi solo pannelli dedicati a Dragon Ball. Allora viene inteso che quando Gravett dedica un paginone a un titolo significa che è importante e che merita approfondimento da parte del lettore. Questo libro, secondo me, va preso più come una guida: viene nominato tutto ciò che è stato fondamentale nel manga, e la cronologia all’inizio è un ottimo riferimento, ma se vogliamo essere esperti del genere bisogna ancora approfondire. Allo stesso tempo è un libro di grande valore estetico, ed è proprio figo da esporre insieme alla propria collezione di manga.

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