Spiaggia, Misano Adriatico, mare, sabbia, onde

Il mare

“Il mare? Che cos’è il mare? Io da quando sono nata non ho mai visto una cosa così spaventosa.”
“Il mare, come si fa a dire cos’è il mare? Il mare è semplicemente il mare,” le rispondeva l’uomo ridendo.
Quando arrivarono sulla spiaggia di Kii restarono incantati alla vista del paesaggio tinto dai tenui colori dell’autunno.

-La foresta in fiore, Y. Mishima.

 

Metro, treno, partenza, underground

Underground by Murakami

It’s really unusual to start talking about your favorite author chosing an essay and not one of his most famous novels. But Underground is really important, in my opinion, to understand his novels and his poetics in general.

Underground is a collection of interviews about the sarin gas attack on the Tokyo subway: in 1995 some members of the religious sect Aum, founded in 1987 by Asahara Shōkō, released sarin inside the subway trains – sarin, a gas invented during WWII by the Germans, a single drop of it can kill a human being. This attack caused thousand of victims and about 12 deaths. The book collects the interviews of the survivors: they tell where they were, how they reacted and how this attack still influences their lives. Among these interviews we  also find the interviews to the members of the Aum, which is actually another book published in Japanese as “約束された場所で―underground 2″, translated as “the place that was promised, underground 2”, quothing An Old Man Awake in his Own Death by Mark Strand.

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La cipolla – Wislawa Szymborska e Pablo Neruda

Due splendide poesie!

Domodama

La cipolla – Wislawa Szymborska

La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.

La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.

In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.

Ode alla Cipolla – Pablo Neruda

Ode alla cipolla

Cipolla
luminosa ampolla,
petalo su petalo

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WTF, DC? The Dark Knight Strikes Again

That’s exactly what I thought after reading DK2…WTF?!

WTF, DC?

Frank Miller’s The Dark Knight Returns is one of the most critically-acclaimed comic book series of all time, and for good reason; it’s the ultimate in badassery. A what-if tale set in a bleak future in which an older, retired Bruce Wayne forces himself to dust off the cowl and dive back into crimefighting despite the fact that he might not be up to it physically. It imposed a darker, grittier tone on Batman than anything that had come before, and the approach was so successful that comic scribes and filmmakers have been emulating it ever since. The Dark Knight Returns, along with Alan Moore’s Watchmen, popularized the phrase “graphic novel” (much to Moore’s chagrin) and made it culturally acceptable for non-geeks to be seen reading comics in public. Maybe. Jury’s still out.

Fifteen years later, when Miller released a sequel entitled The Dark Knight Strikes Again

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Metro, treno, partenza, underground

Underground di Haruki Murakami

undergroundTitolo: Underground
Autore: Haruki Murakami
Titolo originale: アンダーグラウンド
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 447

 

 

È strano cominciare a parlare del proprio autore preferito partendo da una delle opere meno conosciute. Addirittura un saggio e non un romanzo. Tuttavia Underground è, a mio avviso, un lavoro fondamentale per capire i romanzi di Murakami e alcuni dei temi a lui più cari.

L’attentato a Tokyo

Come dice il sottotitolo stesso dell’edizione italiana a cura di Einaudi (traduzione di Antonietta Pastore), Underground è un racconto a più voci dell’attentato della metropolitana di Tokyo. Nel 1995 alcuni membri del culto religioso dell’Aum (fondato nel 1987 da Asahara Shōkō) hanno diffuso in metropolitana delle sacche contenente sarin, un potente gas nervino inventato negli anni Trenta su incarico di Hitler. L’attentato ha causato numerosissime vittime tra morti e intossicati. L’opera, divisa in due parti, raccoglie le interviste dei sopravvissuti dell’attentato, raccontando dove erano, come hanno reagito, come l’attentato ancora oggi influenzi la loro vita. In realtà l’edizione italiana raccoglie ben due opere diverse: la prima parte, intitolata Underground è stata pubblicata per prima prima e raccoglie le interviste dei sopravvissuti; la seconda parte, intitolata Nel luogo promesso Underground 2 (約束された場所で―underground 2, riprendendo nel titolo i versi di An Old Man Awake in his Own Death di Mark Strand ) è stata pubblicata successivamente e raccoglie le interviste dei membri del culto Aum. Continua a leggere “Underground di Haruki Murakami”

Tradurre Outlander

linguaenauti

memorial-day-outlander-340x300Dopo Penny Dreadful e Il segreto, non potevo non raccontare l’esperienza di traduzione di un’altra di quelle serie con ambientazioni d’epoca e un certo gusto letterario che mi fanno sedere al computer con le dita frementi e un sorrisetto sulle labbra. (Anche se qui dovrei aprire una parentesi, perché noi traduttori audiovisivi siamo strane creature che dopo un paio di episodi si affezionano a qualsiasi serie, anche a quelle che di primo acchito ci hanno fatto alzare il sopracciglio e storcere il naso e digrignare i denti… ma questo è un altro discorso!)

Outlander è la trasposizione della Saga di Claire Randall della scrittrice statunitense Diane Gabaldon (Outlander Series in originale, edita in Italia da Corbaccio) e racconta le vicende di Claire, un’infermiera che si riunisce con suo marito Frank alla fine della Seconda guerra mondiale. Durante un viaggio nelle Highlands si imbatte in un misterioso cerchio…

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(Soprav)vivere in Giappone (03) – Entrare e uscire

Studiare (da) Giapponese

Riprendiamo la rubrica di (Soprav)vivere in Giappone, la full immersion virtuale di Studiare (da) Giapponese, per occuparci ancora di tutte quelle insegne e segnali che può essere molto utile saper interpretare vivendo o viaggiando in Giappone. Oggi in particolare tratteremo di tutto ciò che ha a che fare con l’entrare e l’uscire (p.e. in/da un locale), l’aprire e il chiudere, ecc.

Potremmo collegarvi anche il concetto di “aperto” e “chiuso” che ritroviamo all’entrata di locali e ristoranti, ma di quello abbiamo giù trattato in CHIUSO, APERTO… and everything in between e quindi vi rimando a quell’articolo.

E che ci sarà mai difficile a entrare e uscire da un posto?! – direte voi. Capisco lo sfogo, ma non è così semplice come pensate. Certo, potreste trovarvi un’immagine molto esplicativa, come quella qui sotto, proprio quando avete bisogno di trovare l’uscita…

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The Duck Question Finally Answered

“By any chance, do you happen to know where they go, the ducks, when it gets all frozen over?” A nice interpretation!

Inside the Mind of a Writer

I didn’t want to know where the ducks went in the winter time. I wanted to know why Holden Caulfield was so obsessed with finding out where they went. I taught The Catcher in the Rye about seven or eight times, and each reading of the book gave me no answers. I even tired to Google it and apparently no one cared enough about Holden’s quest for an answer about the ducks enough to write about it.

Well, I am happy to report I finally have an answer. It was a combined effort really. I won’t take credit for the complete interpretation. The funny thing about this is it took a two second conversation I should have had years ago with this person to come up with the answer. I don’t blame this person; they were going through things and it kept them from being grounded. However, I would rather…

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#Japanese Kanji and Women

Today I’d like to talk about a couple of kanji which are not that friendly to women (even if I have to admit that I laughed the first time I saw them!)

Little Introduction to Kanji

For those of you who are not familiar with Japanese I’ll do a little introduction, without academic purposes: there are two kinds of alphabets in Japanese (even if it would be more appropriate to speak about syllabary), hiragana and katakana. The first one is used for grammatical purposes (particles, conjunctions, adverbs etc) and the second one is used in order to transcribe words coming from a foreign language (but also for onomatopoeia, emphasis and so on) In addiction to these two syllabaries (which are similar to our alphabet, that is to a character corresponds a vowel or a syllable) there is the kanji system. Every kanji charachter has two readings, one called kun, used when the kanji appears alone and one called on, which is the pronunciation of Chinese origin (my teacher always says “the Chinese people said shan but we heard san so today we keep saying san!”) Just one example: 食べる means to eat. 食 is the kanji for eating and food. Here it is pronunced ta because it is used alone as verb. In the word for meal 食事 (shokuji) it is pronunced sho because it is in combination with another kanji. One really gets crazy.

Kanji and 女の人

Actually kanji are used in a very logical way: (ki) is tree; 木本 (two trees, pron. mokuhon) is wood and (three trees, pron. mori) is forest. So here we come to our first kanji:

姦しい

if women is 女, three women together give us the adjective 姦しい (kashimashii) which means noisy. Really logical indeed.

家内

But let’s keep following this misogynistic track: the word for my wife is 家内 (kanai). If we analyse the two kanji we have house and inside: who’s inside the house? My wife. Continua a leggere “#Japanese Kanji and Women”