Spiaggia, Misano Adriatico, mare, sabbia, onde

Il mare

“Il mare? Che cos’è il mare? Io da quando sono nata non ho mai visto una cosa così spaventosa.”
“Il mare, come si fa a dire cos’è il mare? Il mare è semplicemente il mare,” le rispondeva l’uomo ridendo.
Quando arrivarono sulla spiaggia di Kii restarono incantati alla vista del paesaggio tinto dai tenui colori dell’autunno.

-La foresta in fiore, Y. Mishima.

 

Metro, treno, partenza, underground

Underground di Haruki Murakami

undergroundTitolo: Underground
Autore: Haruki Murakami
Titolo originale: アンダーグラウンド
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 447

 

 

È strano cominciare a parlare del proprio autore preferito partendo da una delle opere meno conosciute. Addirittura un saggio e non un romanzo. Tuttavia Underground è, a mio avviso, un lavoro fondamentale per capire i romanzi di Murakami e alcuni dei temi a lui più cari.

L’attentato a Tokyo

Come dice il sottotitolo stesso dell’edizione italiana a cura di Einaudi (traduzione di Antonietta Pastore), Underground è un racconto a più voci dell’attentato della metropolitana di Tokyo. Nel 1995 alcuni membri del culto religioso dell’Aum (fondato nel 1987 da Asahara Shōkō) hanno diffuso in metropolitana delle sacche contenente sarin, un potente gas nervino inventato negli anni Trenta su incarico di Hitler. L’attentato ha causato numerosissime vittime tra morti e intossicati. L’opera, divisa in due parti, raccoglie le interviste dei sopravvissuti dell’attentato, raccontando dove erano, come hanno reagito, come l’attentato ancora oggi influenzi la loro vita. In realtà l’edizione italiana raccoglie ben due opere diverse: la prima parte, intitolata Underground è stata pubblicata per prima prima e raccoglie le interviste dei sopravvissuti; la seconda parte, intitolata Nel luogo promesso Underground 2 (約束された場所で―underground 2, riprendendo nel titolo i versi di An Old Man Awake in his Own Death di Mark Strand ) è stata pubblicata successivamente e raccoglie le interviste dei membri del culto Aum. Continua a leggere “Underground di Haruki Murakami”

#Giappo2 I Kanji e le donne

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Oggi ho voglia di parlarvi di un paio di kanji che non sono proprio molto amichevoli nei confronti delle donne (a me hanno fatto ridere la prima volta che li ho incontrati, a dire la verità!)

Piccola introduzione ai Kanji

Prima una piccola introduzione per chi non ha familiarità con la lingua giapponese, senza pretese accademiche: ci sono due “alfabeti” in giapponese (sarebbe più corretto parlare di sillabari), hiragana e katakana. Il primo serve per le parole grammaticali (particelle, desinenze, coniugazioni, avverbi ecc.); il secondo si usa per trascrivere parole provenienti da una lingua straniera (ma anche per esprimere omonatopee, dare particolare enfasi ad una parola ecc.) A questi due sillabari, che funzionano in maniera simile al nostro alfabeto (ossia ad un carattere corrisponde o una vocale o una sillaba) si aggiungono i kanji, quelli che molti chiamano simboli o disegnini. I kanji si usano per rappresentare le parti invariabili della parola (radice del verbo, dell’aggettivo ecc). Ogni kanji ha due tipi di letture, una chiamata kun, che è la lettura giapponese che si usa quando il kanji compare da solo e la lettura on, che è la lettura di derivazione cinese (la mia professoressa dice sempre “In cina hanno detto shan, ma noi in Giappone abbiamo sentito san e quindi diciamo san!”). Un esempio pratico e non mi dilungo più: mangiare si dice 食べる (taberu). 食 è il kanji che rappresenta l’idea di mangiare, di cibo. Poiché qua è usato da solo si pronuncia ta. Nella parola pranzo per esempio, 食事 (shokuji) si pronuncia sho perché è in combinazione con un altro kanji. In pratica, c’è da impazzire.

Kanji e 女の人

In realtà i kanji sono anche molto logici: se albero si dice 木 (ki), bosco si scriverà con due alberi, 木本 (mokuhon), e foresta ovviamente si scriverà con tre alberi (mori). E arriviamo al primo kanji:

姦しい

se donna si scrive 女, tre donne danno l’aggettivo 姦しい (kashimashii) che significa “rumoroso, fastidioso”. Proprio logici questi giapponesi.

家内

Sempre sulla scia misogina, continuiamo con la parola per “mia moglie”, ossia 家内 (kanai). Se andiamo a prendere i due kanji singolarmente, il primo significa casa, il secondo dentro. Quindi chi è dentro casa? Mia moglie. Continua a leggere “#Giappo2 I Kanji e le donne”