“Storia di un corpo” di Daniel Pennac

Daniel Pennac, Storia di un corpoTitolo: Storia di un corpo
Autore: Daniel Pennac
Titolo originale: Journal d’un corps
Traduttrice: Yasmina Melaouah
Prima edizione: 2012
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 341

“Storia di un corpo” di Daniel Pennac, come suggerisce il titolo originale, è un diario che il protagonista ha scritto a patire dai 12 anni fino ai suoi ultimi giorni. Non è un tradizionale diario ma un vero e proprio diario del suo corpo.

Ma chère Lison

L’espediente narrativo è molto semplice: dopo la morte del padre, la figlia si vede recapitare un pacco contenente una pila di quaderni con dentro letteralmente “il corpo del padre”, e lei decide di farli pubblicare. La prima entrata è un capitolo introduttivo, dove si racconta il trauma infantile che lo ha spinto a tenere un tale diario. Dopo di che comincia il vero e proprio diario, dall’elenco delle sue paure a come fare pipì senza bagnarsi i piedi “arrotolando il calzino”. E già dalle prime entrate comincia a emergere quella che, secondo me, è l’idea di fondo alla base del romanzo: Continua a leggere ““Storia di un corpo” di Daniel Pennac”

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“La bambina di neve” di Angela Carter

Passano gli anni, sfoglio i libri già letti, e mi ritrovo sempre a rileggere questo enigmatico racconto di due paginette. È una rivisitazione di Biancaneve da parte di Angela Carter e appartiene alla raccolta di racconti The Bloody Chamber (1979). Parte come una fiaba, diventa conturbante come una fiaba, ma poi spiazza, solo come lei e altri pochi scrittori sanno fare. Propongo qui una mia traduzione: I would like, if I may, to take you on a  strange journey.


Solstizio d’inverno: invincibile, immacolato. Il conte e sua moglie vanno a cavalcare, lui su una grigia giumenta e lei su una nera, avvolta da pelli scintillanti di volpi nere; indossava degli stivali alti, neri e luccicanti, con tacchi scarlatti e speroni. Neve fresca cadeva su neve già caduta; quando smise copriva completamente il candido creato. “Come vorrei avere una bambina bianca come la neve,” dice il conte. Continuano a cavalcare. Arrivano davanti a un buco nella neve; questo buco è colmo di sangue. Dice: “Come vorrei avere una bambina rossa come il sangue.” Continuano a cavalcare nuovamente; ecco un corvo, posato su un ramo spoglio. “Come vorrei avere una bambina nera come le piume di quell’uccello.” Continua a leggere ““La bambina di neve” di Angela Carter”

Spiaggia, Misano Adriatico, mare, sabbia, onde

Il mare

“Il mare? Che cos’è il mare? Io da quando sono nata non ho mai visto una cosa così spaventosa.”
“Il mare, come si fa a dire cos’è il mare? Il mare è semplicemente il mare,” le rispondeva l’uomo ridendo.
Quando arrivarono sulla spiaggia di Kii restarono incantati alla vista del paesaggio tinto dai tenui colori dell’autunno.

-La foresta in fiore, Y. Mishima.

 

Metro, treno, partenza, underground

Underground di Haruki Murakami

undergroundTitolo: Underground
Autore: Haruki Murakami
Titolo originale: アンダーグラウンド
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 447

 

 

È strano cominciare a parlare del proprio autore preferito partendo da una delle opere meno conosciute. Addirittura un saggio e non un romanzo. Tuttavia Underground è, a mio avviso, un lavoro fondamentale per capire i romanzi di Murakami e alcuni dei temi a lui più cari.

L’attentato a Tokyo

Come dice il sottotitolo stesso dell’edizione italiana a cura di Einaudi (traduzione di Antonietta Pastore), Underground è un racconto a più voci dell’attentato della metropolitana di Tokyo. Nel 1995 alcuni membri del culto religioso dell’Aum (fondato nel 1987 da Asahara Shōkō) hanno diffuso in metropolitana delle sacche contenente sarin, un potente gas nervino inventato negli anni Trenta su incarico di Hitler. L’attentato ha causato numerosissime vittime tra morti e intossicati. L’opera, divisa in due parti, raccoglie le interviste dei sopravvissuti dell’attentato, raccontando dove erano, come hanno reagito, come l’attentato ancora oggi influenzi la loro vita. In realtà l’edizione italiana raccoglie ben due opere diverse: la prima parte, intitolata Underground è stata pubblicata per prima prima e raccoglie le interviste dei sopravvissuti; la seconda parte, intitolata Nel luogo promesso Underground 2 (約束された場所で―underground 2, riprendendo nel titolo i versi di An Old Man Awake in his Own Death di Mark Strand ) è stata pubblicata successivamente e raccoglie le interviste dei membri del culto Aum. Continua a leggere “Underground di Haruki Murakami”

L’ipnotista di Lars Kepler

ipnotista_Lars_KeplerTitolo: L’iponista
Autore: Lars Kepler
Titolo originale: Hypnotisören
Traduttore: Alessandro Bassini
Casa editrice: Longanesi
Anno di prima pubblicazione: 2009
Pagine: 585

L’ipnotista è un triller di Lars Kepler, pseudonimo della coppia svedese Alexander Ahndoril & Alexandra Coelho Ahndoril. Esatto, un libro scritto da una coppia. Alcuni saranno molto scettici (io lo ero), ma andiamo al punto.

È un po’ difficile parlare di un thriller senza spoiler, quindi questo articolo sarà composto da due parti:

PER QUELLI CHE NON HANNO LETTO IL LIBRO

Il romanzo si apre con un brutale omicidio: un’intera famiglia viene uccisa e gli unici sopravvissuti sono il fratello piccolo e la sorella. Il ragazzo è l’unico testimone ma si trova in stato di shock. Per farlo parlare e capire cosa è successo chiamano Erik Maria Bark, un medico specializzato nel gestire gli eventi traumatici tramite ipnosi. Erik ha chiuso con l’ipnotismo in realtà 10 anni fa ed è molto riluttante nel praticarlo di nuovo. Alla fine si convince e lo fa. Quello che rivelerà il ragazzo sotto ipnosi sarà ovviamente scioccante, provocando il ritorno di un passato che perseguiterà Erik e la sua famiglia. Co-protagonista del romanzo è Joona Linna, una raccolta di stereotipi sull’investigatore fatto personaggio: uomo sexy con accento finlandese costantemente circondato da donzelle che non si sbaglia mai (con scene della serie: “Allora? Avevo ragione?” “Accipicchia Joona, hai sempre ragione!”). Chi è veterano del genere thriller troverà questo personaggio a dir poco fastidioso. Continua a leggere “L’ipnotista di Lars Kepler”

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Pensieri su Berlino

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Ciao a tutti! Oggi condivido con voi un paio di pensieri su Berlino. Premetto che le immagini che vedrete sono state scattate durante gli anni  e in diversi periodi.

La prima volta che sono andato a Berlino è stata tre anni fa. Ero a Francoforte, dovo dovevo stare per un mese per fare ricerche per la mia tesi. È venuto a trovarmi un amico e abbiamo deciso di prendere un treno e andare a vedere Berlino, la città di cui tutti parlano. Arrivati dopo 5 ore di treno circa, scendo dal treno e la prima cosa che vedo è un altro treno, o meglio, la U-Bahn: questo treno giallo onnipresente che attraversa  la città in ogni suo minimo angolo. U-Bahn sta per Untergrundbahn, perché sta sottoterra, ma io ho avuto l’impressione che stia quasi sempre “sopraterra”, offrendo scenari come questo:

Oberbaumbrücke, Berlin, Bridges, U-bahn

Prima di andare a Berlino non ho mai prestato così tanto attenzione alle stazioni della metropolitana. Sono mezzi di trasporto e punti di transito. Ma quando sei a Berlino, scendi dal treno, ti giri distrattamente e ti trovi scene come queste:

U-bahn, Berlin, sun

Sì lo so, città con la metropolitana ce ne sono per tutto il mondo (magari più belle e organizzate sicuramente meglio). Ma Berlino, secondo me, ha un rapporto particolare con il suo trasporto urbano. Es gehört dazu, come si dice da queste parti. Continua a leggere “Pensieri su Berlino”

Risveglio di Primavera di Frank Wedekind

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Titolo: Frühlings Erwachen
Autore: Frank Wedekind
Casa editrice: Hamburger Lesehefte Verlag
Lingua: Tedesco
Pagine: 77

Oggi vorrei brevemente parlarvi di un’opera teatrale tedesca intitolata Risveglio di Primavera (Frühlings Erwachen) di Frank Wedekind.

È un’opera molto famosa per il suo tema, che ovviamente è il sesso. Come il titolo suggerisce, si tratta del risveglio dei primi impulsi sessuali durante l’adolescenza. Parlare così apertamente di un tale tema nel 1891 ha causato la censura del dramma. Basti pensare che l’ha finito di scrivere nel 1891 e non è stato possibile portarlo sul palcoscenico fino al 1906 (in quanto prima della premiere era considerata come “pura pornografia”). Oggi appartiene ai classici della letteratura tedesca e viene letto e studiato in scuole e università.

Non è che mi daresti un colpetto?

Il dramma narra dei tumulti di un gruppo di adolescenti, in particolare protagonisti sono Wendla, Melchior e Moritz. La prima scena si apre con un litigio tra Wendla e sua madre sulla lunghezza della gonna che la madre le ha regalato per il compleanno. La scena si conclude con Wendle che condivide con la madre i pensieri di morte che a volte ha avuto. Dopo incontriamo Moritz e Melchior, che si raccontano i rispettivi sogni erotici. La scena successiva vede un gruppo di ragazze, una delle quali confessa di venire picchiata dal padre (e a quanto si intuisce anche violentata). Alla fine del primo atto, Melchior e Wendla si incontrano casualmente in un bosco e lei, che in vita sua non è mai stata picchiata, chiede a Melchior di farlo. Il sipario si chiude con Melchior che la prende a pugni e scappa. Continua a leggere “Risveglio di Primavera di Frank Wedekind”

Baal, Brecht

Baal di Bertolt Brecht

Berolt Brecht Baal

Titolo: Baal
Autore: Bertolt Brecht
Edizione letta: 1998
Casa editrice: Suhrkamp
Pagine:232
Lingua: Tedesco

 

 

Ciao a tutti! Oggi vorrei parlarvi di un’opera teatrale che ho visto allo Schauspielhaus di Lipsia, ossia Baal di Bertolt Brecht.

Baal è il primo lavoro di Brecht, inscenato per la prima volta proprio a Lipsia nel 1918 nell’Altes Theater, andato distrutto durante la seconda guerra mondiale. L’opera è stata proibita dopo la prima perché considerata troppo “anarchica”. Brecht voleva scrivere un’antitesi all’opera del futuro poeta laureato del nazismo Hans Johst Der Einsame. Ein Menschenuntergang (1917), in cui veniva drammatizzata la vita di Christian Dietrich Grabbe. Per il suo protagonista, Brecht ha scelto la figura del poeta francese François Villon come fonte d’ispirazione.

Dal dio Baal al poeta

Ci sono diverse versioni del testo (nello specifico tre) e prima di andarlo a vedere a teatro, da bravo scolaretto, ho letto la seconda Fassung (versione) del 1922, in modo da andarci linguisticamente preparato. E dunque, di cosa parla questo Baal? È difficile da riassumere, dato che la trama non è molto consistente. Si apre con un coro in cui il protagonista viene presentato quasi come una divinità. Infatti, il nome Baal significa “Signore” o “Padrone” e nella Bibbia viene usato come sinonimo per divinità pagana. Il grandioso Baal, cui nudità è coperta solo dal cielo, piega il mondo (a cui ci si riferisce con weib, donna) al proprio volere. Baal è un poeta di talento. Durante la prima scena riceve tantissimi complimenti sulle sue poesie ma la cosa non sembra interessargli. Come vedremo, il suo interesse principale è costituito dalle Frauen, le numerose donne che seduce durante tutta l’opera, compresa la fidanzata del suo amico Johann. Queste figure femminili sono irrimediabilmente attratte da lui, anche se coscienti del fatto di essere meramente usate. Ad un certo punto dell’opera, senza un particolare approfondimento, il personaggio Eckart diventerà il suo migliore amico: alcune messe in scene hanno molto enfatizzato questa amicizia, facendo sottintendere che oltre all’amicizia ci sia in realtà altro. Il dramma si conclude con Baal che uccide il suo migliore amico e nell’ultimissima scena troviamo lui in una capanna, non chiaro se anche lui stia per morire oppure no. Continua a leggere “Baal di Bertolt Brecht”