“La bambina di neve” di Angela Carter

Passano gli anni, sfoglio i libri già letti, e mi ritrovo sempre a rileggere questo enigmatico racconto di due paginette. È una rivisitazione di Biancaneve da parte di Angela Carter e appartiene alla raccolta di racconti The Bloody Chamber (1979). Parte come una fiaba, diventa conturbante come una fiaba, ma poi spiazza, solo come lei e altri pochi scrittori sanno fare. Propongo qui una mia traduzione: I would like, if I may, to take you on a  strange journey.


Solstizio d’inverno: invincibile, immacolato. Il conte e sua moglie vanno a cavalcare, lui su una grigia giumenta e lei su una nera, avvolta da pelli scintillanti di volpi nere; indossava degli stivali alti, neri e luccicanti, con tacchi scarlatti e speroni. Neve fresca cadeva su neve già caduta; quando smise copriva completamente il candido creato. “Come vorrei avere una bambina bianca come la neve,” dice il conte. Continuano a cavalcare. Arrivano davanti a un buco nella neve; questo buco è colmo di sangue. Dice: “Come vorrei avere una bambina rossa come il sangue.” Continuano a cavalcare nuovamente; ecco un corvo, posato su un ramo spoglio. “Come vorrei avere una bambina nera come le piume di quell’uccello.” Continua a leggere ““La bambina di neve” di Angela Carter”

Contradiction, Japanese, Origin, Explanation

L’origine della contraddizione

Questo è il primo articolo (spero di una serie) su una lingua che amo profondamente: il giapponese. Ho cominciato a imparare giapponese la prima volta anni fa (ma solo per 6 mesi) durante l’Erasmus a Cardiff. Poi (mi sono buscato una freccia nel ginocchio) ho dovuto interrompere da un lato per mancanza di tempo, dall’altro perché il giapponese, almeno ai tempi, non veniva insegnato ovunque. Lo scorso anno ho trovato un corso di lingua giapponese allo Spracheninstitut dell’università di Lipsia e ho deciso di ricominciare a imparare questa straordinaria lingua. Continua a leggere “L’origine della contraddizione”