“Storia di un corpo” di Daniel Pennac

Daniel Pennac, Storia di un corpoTitolo: Storia di un corpo
Autore: Daniel Pennac
Titolo originale: Journal d’un corps
Traduttrice: Yasmina Melaouah
Prima edizione: 2012
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 341

“Storia di un corpo” di Daniel Pennac, come suggerisce il titolo originale, è un diario che il protagonista ha scritto a patire dai 12 anni fino ai suoi ultimi giorni. Non è un tradizionale diario ma un vero e proprio diario del suo corpo.

Ma chère Lison

L’espediente narrativo è molto semplice: dopo la morte del padre, la figlia si vede recapitare un pacco contenente una pila di quaderni con dentro letteralmente “il corpo del padre”, e lei decide di farli pubblicare. La prima entrata è un capitolo introduttivo, dove si racconta il trauma infantile che lo ha spinto a tenere un tale diario. Dopo di che comincia il vero e proprio diario, dall’elenco delle sue paure a come fare pipì senza bagnarsi i piedi “arrotolando il calzino”. E già dalle prime entrate comincia a emergere quella che, secondo me, è l’idea di fondo alla base del romanzo: Continua a leggere ““Storia di un corpo” di Daniel Pennac”

Traduzione di “Funeral Blues” di W. H. Auden

Per un corso che sto seguendo mi sono ritrovato a tradurre i celebri versi di Funeral Blues di W. H. Auden (sì, quella di Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell). Tradurre è sempre una bella sfida, ma quando si tratta di tradurre poesia la difficoltà aumenta in modo esponenziale. Ecco il testo originale:

Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent the dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.

Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crepe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.

He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.

The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood.
For nothing now can ever come to any good.

Questa che segue è la mia versione. In traduzione si parla sempre di loss & gain, qualcosa si perde, qualcosa si guadagna. Ho deciso di lasciare qualcosa per la via e cercare di ricreare il ritmo originale della poesia, prediligendo l’aspetto sonoro. O almeno, ci ho provato: Continua a leggere “Traduzione di “Funeral Blues” di W. H. Auden”

“La bambina di neve” di Angela Carter

Passano gli anni, sfoglio i libri già letti, e mi ritrovo sempre a rileggere questo enigmatico racconto di due paginette. È una rivisitazione di Biancaneve da parte di Angela Carter e appartiene alla raccolta di racconti The Bloody Chamber (1979). Parte come una fiaba, diventa conturbante come una fiaba, ma poi spiazza, solo come lei e altri pochi scrittori sanno fare. Propongo qui una mia traduzione: I would like, if I may, to take you on a  strange journey.


Solstizio d’inverno: invincibile, immacolato. Il conte e sua moglie vanno a cavalcare, lui su una grigia giumenta e lei su una nera, avvolta da pelli scintillanti di volpi nere; indossava degli stivali alti, neri e luccicanti, con tacchi scarlatti e speroni. Neve fresca cadeva su neve già caduta; quando smise copriva completamente il candido creato. “Come vorrei avere una bambina bianca come la neve,” dice il conte. Continuano a cavalcare. Arrivano davanti a un buco nella neve; questo buco è colmo di sangue. Dice: “Come vorrei avere una bambina rossa come il sangue.” Continuano a cavalcare nuovamente; ecco un corvo, posato su un ramo spoglio. “Come vorrei avere una bambina nera come le piume di quell’uccello.” Continua a leggere ““La bambina di neve” di Angela Carter”

Tradurre Outlander

linguaenauti

memorial-day-outlander-340x300Dopo Penny Dreadful e Il segreto, non potevo non raccontare l’esperienza di traduzione di un’altra di quelle serie con ambientazioni d’epoca e un certo gusto letterario che mi fanno sedere al computer con le dita frementi e un sorrisetto sulle labbra. (Anche se qui dovrei aprire una parentesi, perché noi traduttori audiovisivi siamo strane creature che dopo un paio di episodi si affezionano a qualsiasi serie, anche a quelle che di primo acchito ci hanno fatto alzare il sopracciglio e storcere il naso e digrignare i denti… ma questo è un altro discorso!)

Outlander è la trasposizione della Saga di Claire Randall della scrittrice statunitense Diane Gabaldon (Outlander Series in originale, edita in Italia da Corbaccio) e racconta le vicende di Claire, un’infermiera che si riunisce con suo marito Frank alla fine della Seconda guerra mondiale. Durante un viaggio nelle Highlands si imbatte in un misterioso cerchio…

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Tradurre Art Spiegelman

Scuola di traduzione per il fumetto e l'editoria

La lezione del 18 aprile, tenuta da Cristina Previtali (traduttrice italiana delle principali opere di Art Spiegelman) ha aperto gli incontri dedicati alla traduzione di grandi autori del fumetto.

L’opera più famosa di Art Spiegelman è il capolavoro in due parti, premio Pulitzer nel 1992, Maus: A Survivor’s Tale, un romanzo a fumetti che narra le vicende di Vladek Spiegelman, padre di Art, ebreo sopravvissuto alla tragedia dell’olocausto.

La storia si muove su più livelli in costante spostamento tra la Polonia, dove Vladek racconta di come lui e la moglie riuscirono a sopravvivere alla strage nazista, e Rego Park, in Usa, dove Art fa visita al padre, con la sua tormentata esistenza, e lo sottopone ad una serie di interviste.

Maus nasce per trasmettere la memoria di questo tragico evento storico vissuto dai genitori di Spiegelman, ma anche come tentativo di recuperare il difficile rapporto…

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Tradurre e tradire “V for Vendetta” di Alan Moore

Scuola di traduzione per il fumetto e l'editoria

Nella giornata del 09 maggio, Leonardo Rizzi (traduttore e autore) ha presentato la sua esperienza di traduzione di “V for Vendetta” di Alan Moore, oltre a proporre criteri generali di ragionamento utili per la traduzione.

Tradurreconsiste nel trasferire un concetto da un sistema linguistico ad un altro ed è un procedimento che può diventare impossibile se le coordinate concettuali esistono nel codice di partenza ma non in quello di arrivo.

Nel fumetto in particolare è necessario tener conto della componente visiva, che spesso interagisce con i giochi di parole e le ambiguità testuali presenti.

Il traduttore compie continuamente delle scelte, mentre cerca di rendere un testoe una buona soluzione consiste nel determinare la dominante,ossia “la componente sulla quale si focalizza l’opera d’arte”, citando Jakobson.

Mantenendo la dominante si mantiene l’aspetto fondamentale dell’opera, perdendo a volte però altre sfumature, in una sorta di compromesso.

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L’Italia tradotta in italiano

Federica Aceto

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Ho da poco consegnato la traduzione di due romanzi – Katherine Carlyle di Rupert Thomson e  How To Be Both di Ali Smith – che si svolgono in parte in Italia.
Ora, molti di noi traduttori, quando ci troviamo a lavorare con un testo contenente riferimenti all’Italia e all’italiano ci infiliamo l’elmetto e ci prepariamo alla guerra.

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Dire quasi la stessa cosa: Anna Martini

Articolo davvero interessante, grazie!

giacomo verri

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Io non sono brava ad analizzare il mio mestiere, a mettere in mostra gli strumenti, a descrivere i “segreti” di una buona traduzione.

Privilegio e responsabilità, fatica e divertimento, partecipazione e distacco, serietà e incoscienza, presunzione e modestia… C’è tutto questo, ma dovendo individuare una sola parola chiave, direi che è orecchio. Suona facile? Lo è. È un lavoro più complesso da spiegare che da fare, di volta in volta diverso. È fatto di decisioni continue da prendere, decisioni sul senso e sul suono, sulla forma e sulla sostanza. Può essere mortalmente noioso, faticoso, impegnativo, ansiogeno, lieve, divertente come un gioco enigmistico, entusiasmante e questo dipende da fattori vari, ma in primo luogo dal testo che si deve tradurre e di conseguenza dal suo autore.

Generalmente, quando comincio a rileggere una traduzione che ho appena finito, sono le mie goffaggini a rinfacciarmi che il libro mi è piaciuto poco: versioni…

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Come fare una proposta editoriale

Diario di una traduttrice editoriale

Uno dei modi per far notare il proprio cv tra le centinaia di e-mail che le case editrici ricevono ogni giorno è allegarvi una proposta editoriale ben studiata. Oggi, infatti, sempre più case editrici ricercano traduttori che non si limitino a tradurre ma che si trasformino in veri e propri scout letterari.

Come procedere?

Innanzitutto dobbiamo trovare un testo da tradurre: un libro che abbiamo letto in lingua straniera e che non sia ancora stato tradotto in italiano.  Ovviamente, dev’essere un testo che ci è piaciuto molto: è difficile convincere qualcuno a comprare qualcosa che non apprezziamo noi per primi.

Per sapere se un libro è già stato tradotto, si può cercare la bibliografia dell’autore nel catalogo nazionale delle biblioteche italiane. Se il libro è già stato pubblicato, verosimilmente lì lo troveremo. Tuttavia, se un libro non è presente, soprattutto se è uscito da poco, non è detto che qualche…

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Traduttori e social network, tra opportunità e deontologia

linguaenauti

Il 17 marzo scorso la sezione AITI PVDA ha proposto ai soci un interessantissimo incontro per illustrare le possibilità offerte a traduttori e interpreti dal web in generale e dai social network in particolare, ma anche i “pericoli” che questi strumenti possono comportare per la nostra professionalità. Marina Minella, consigliere di AITI PVDA e relatrice dell’incontro insieme alla collega e consigliera Clara Giampietro, ha condiviso con Linguaenauti alcune preziose riflessioni su questo tema tanto caro ai “traduttori 2.0”.

Senza titolo 2.jpgMarina e Clara hanno elaborato un excursus nel mondo dei social, partendo dal punto di vista di un professionista e socio AITI, che desidera muoversi nel campo minato del web, dove i confini tra la sfera professionale e quella privata tendono talvolta a intersecarsi. L’attualissima tematica dell’armonizzazione tra la deontologia professionale e le nuove opportunità di comunicazione via internet si è pertanto concretizzata nella presentazione “AITI, soci & social” in occasione dell’Assemblea Regionale 2016 della sezione AITI PVDA.

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